Attivare comunicazioni automatiche basate sul comportamento dell’utente: il trigger marketing aumenta conversioni e fidelizzazione.
Tra gli strumenti più potenti per affiancare il cliente lungo il suo percorso d’acquisto si distingue il trigger marketing, ovvero una strategia che rientra nell’ambito dell’automation marketing e che si basa sull’invio di comunicazioni (email, notifiche, SMS,…) che vengono attivate da specifiche azioni compiute dall’utente.
Ma cosa sono esattamente i trigger nel marketing? Parliamo di eventi e comportamenti che attivano in modo del tutto automatico una comunicazione, e più precisamente un acquisto, un abbandono del carrello o l’inattività prolungata.
In un’epoca in cui l’attenzione è una risorsa fondamentale ma scarsa, il trigger marketing è la soluzione efficace per rafforzare i legami con i tuoi clienti, aumentando il tasso di conversione e la fidelizzazione.
In risposta a specifici comportamenti da parte dell’utente, il trigger marketing è quella strategia che consente di attivare comunicazioni automatiche allo scopo di creare una relazione con l’utente stesso.
Si basa su dati in tempo reale e sfrutta momenti chiave per creare relazioni, intercettando i bisogni del cliente nel momento esatto in cui essi si manifestano.
Questa strategia è efficace nell’accompagnare l’utente in ogni fase del customer journey con comunicazioni personalizzate.
Durante la fase di scoperta, il cliente ha i suoi primissimi contatti con il brand, visitandone il sito, leggendone il contenuto e iscrivendosi, possibilmente, alla newsletter.
È qui che il trigger marketing può attivare una email di benvenuto oppure un follow up, quindi un messaggio automatico dopo un’azione specifica.
Un esempio? Dopo aver scaricato un catalogo, l’utente può ricevere una email con contenuti correlati o un invito a scoprire di più.
Nella fase di considerazione, può intervenire con email di recupero carrello o contenuti di approfondimento, mentre quando il cliente si dimostra pronto all’acquisto può ricevere suggerimenti per l’upselling o promozioni dedicate.
Infine, dopo l’acquisto, nella fase di fidelizzazione, il trigger marketing consente di inviare reminder, sondaggi oppure offerte su misura.
È la chiave per passare da una comunicazione generica ad un dialogo creato sulla base di dati reali, aumentando così la possibilità di conversione e la fidelizzazione.
L’email marketing è la migliore espressione del trigger marketing, perché l’invio di una email sulla base di comportamenti reali consente di creare un dialogo autentico con l’utente, personalizzandolo così da guidarlo nel suo percorso di acquisto.
Non parliamo quindi di invii massivi, ma di comunicazioni specifiche che riescono a rendere ogni email significativa.
Vediamo ora degli esempi pratici di trigger email:
Nel trigger marketing le automazioni si basano unicamente su eventi specifici, i trigger, che si classificano in quattro grandi categorie.
Troviamo i trigger comportamentali, ovvero azioni dirette dell’utente: clic, navigazione, download, iscrizioni oppure acquisti.
Seguono i temporali, legati, appunto, al tempo come anniversari, ritardi, scadenze,…
Ci sono inoltre i trigger di sistema che si attivano attraverso aggiornamenti di profilo, modifiche nei dati, nuove assegnazioni CRM, avanzamenti di stato.
Infine i trigger predittivi o condizionali, ovvero basati su modelli di comportamento ricorrente, segmentazione dinamica o scoring.
Diventa quindi fondamentale identificare questi eventi e attivare automazioni attraverso più canali come CRM, notifiche push oppure advertising.
Il trigger marketing dà importanza e valore anche a come, quando e quanto si comunica.
Intervenire troppo frequentemente può generare l’effetto contrario perdendo così i legami costruiti. Essere rilevanti significa piuttosto sapersi inserire in modo discreto nel percorso dell’utente, offrendo un valore aggiunto alla sua esperienza.
Diventa quindi essenziale calibrare bene frequenza, tempismo e contenuto, evitando sovraccarico e consentendo di sviluppare un dialogo autentico, naturale, rispettoso e soprattutto efficace.
L’integrazione all’interno di una strategia omnicanale favorisce la massima espressione del potenziale del trigger marketing.
Occorre la giusta sinergia tra email, sito web, CRM, advertising e altri touchpoint nel cui contesto i trigger diventano motore che alimenta le interazioni dell’utente sui diversi canali, trasformando dati frammentati in azioni coordinate e personalizzate.
Inoltre, disporre di una visione unificata del cliente permette di tracciarne preferenze e comportamenti senza silos tra reparti o piattaforme.
Il trigger omnicanale aumenta l’efficacia generale della strategia e la customer experience ottimizzando i tassi di apertura, l’interazione e favorendo la conversione.
L’automazione è sicuramente una risorsa molto potente che tuttavia non deve eliminare il lato empatico del rapporto con il cliente, né fornire una sequenza di messaggi priva di animo.
Una strategia di trigger marketing ottimale conserva un tono umano, autentico e rilevante, pur operando in modo automatico.
Diventa quindi fondamentale personalizzare i contenuti adattandone il linguaggio all’interno del contesto, che deve essere altrettanto chiaro.
Un esempio concreto?
L’Online Behavioral Advertising che permette di attivare annunci personalizzati in base al comportamento online dell’utente, ma per non risultare invasivo richiede attenzione al contesto, al canale e alla frequenza. Scopri di più nell’approfondimento dedicato.
Una visione unificata del cliente, la Single Customer View (SCV), come anticipato è importante affinché il trigger marketing funzioni in modo efficiente.
Cosa significa? Si tratta di raccogliere e integrare tutte le informazioni provenienti da diversi canali in un unico punto.
Senza una SCV i dati rimangono spesso frammentati e distribuiti in diversi silos di dati, rendendo difficile attivare comunicazioni personalizzate e ostacolando la coerenza del messaggio.Una visione unificata permette di tracciare i dati e i comportamenti in modo preciso, riconoscere i momenti chiave del customer journey e rispondere con azioni automatiche realmente utili per l’utente.
Il trigger marketing è strategico e aiuta a instaurare, nutrire e mantenere relazioni autentiche e forti, personalizzate e tempestive.
Sapere quando parlare e cosa dire può fare davvero la differenza puntando a una esperienza cliente ideale.